PRINCIPALI CAUSE D’INCENDIO E MISURE DI PREVENZIONE

Ristorante  “Palazzo Colleoni” Cortenuova

Martedì 15 marzo 2016

“PRINCIPALI CAUSE D’INCENDIO E MISURE DI PREVENZIONE

 Relatore DOTT. ING. BORTOLO BALDUZZI*

Dopo alcune settimane di lontananza, tra Interclub e anniversari celebrativi vari, si torna nella nostra prestigiosa sede per la abituale riunione che questa sera è mirata all’approfondimento dei temi della Prevenzione Incendi. Dopo gli inni ed i saluti, il Presidente Diego Finazzi, informa il club circa la visita alla città di Ferrara programmata per il fine settimana del 7 e 8 maggio e prega i soci interessati di dare adesione raccolte dal prefetto, nel contempo ricorda l’evento del Giubileo Rotariano a Roma del 30 aprile.

L’ospite e relatore della serata è l’ing. Bortolo Balduzzi che viene presentato dal presidente Finazzi come collega e amico. Collega, non solo come titolo di studio ma anche di lavoro, infatti l’ing. Balduzzi è responsabile del Servizio Sicurezza sui Luoghi di Lavoro ed Impianti tecnologici del comune di Bergamo; ma soprattutto amico avendo condiviso oltre agli ultimi trent’anni di vita professionale ed ordinistica anche la passione e le uscite in motocicletta, le esperienze in qualità di verificatori dei danni subiti dalle costruzioni a seguito degli eventi sismici a di Salò, nel bresciano, e dell’Abruzzo nel 2009 nella zona di L’Aquila e del territorio mantovano/modenese più recentemente oltre che la vicinanza delle famiglie e molte altre situazioni in sicura sintonia. Per tale motivo Diego si dice particolarmente felice di avere come ospite e relatore l’ing. Balduzzi che oltre tutto relativamente ai temi della prevenzione incendi è sicuramente da annoverare tra i professionisti di maggior prestigio nel panorama nazionale.

Lo studio degli incendi ebbe origine con gli approfondimenti sviluppati da Michael Faraday su come bruciano le candele da cui ebbe sviluppo la teoria della dinamica della combustione che si basa sul cosiddetto “Triangolo del fuoco” che definisce le componenti indispensabili per lo sviluppo dell’incendio: combustibile, ossigeno e elemento di innesco.

In Italia gli aspetti legati alla prevenzione incendi sono presidiati da una normativa cogente e dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e l’indice di mortalità derivante da incendi è molto inferiore ad altri stati della Unione Europea (circa 500 morti in meno all’anno). Interessante sottolineare come la percentuale (62%) maggiore di decessi avvenga per incendi che si sviluppano nelle case di abitazione civile, guarda caso circostanza sottratta al controllo dei VV.F..

L’incendio provoca lo sviluppo di gas, fumi e calore; le conseguenze di maggiore impatto che si possono registrare a seguito di un incendio sono relative alla perdita di vite umane, di servizio pubblico, di patrimonio insostituibile (culturale ed ambientale) e infine a perdita economica.

L’incendio si sviluppa in più fasi:

  • Innesco o Ignizione: fase principale dell’incendio, dove i vapori delle sostanze combustibili, siano esse solide o liquide, iniziano il processo di combustione e la combustione è facilmente controllabile.
  • Propagazione: caratterizzato da bassa temperatura e scarsa quantità di combustibile coinvolta; il calore propaga l’incendio e si determina un lento innalzamento della temperatura, con emissione di fumi.
  • Flash Over: brusco innalzamento della temperatura ed aumento massiccio della quantità di materiale che partecipa alla combustione.
  • Incendio generalizzato: tutto il materiale presente partecipa alla combustione, la temperatura raggiunge valori elevatissimi (anche oltre 1 000° C) e la combustione è incontrollabile.
  • Estinzione: fase finale di conclusione della combustione per Esaurimento (termine dei combustibili) e/o Soffocamento (termine del comburente, solitamente voluta per l’auto estinzione di braceri ad alta temperatura).
  • Raffreddamento: fase, solitamente, post-conclusiva dell’incendio e che comporta il raffreddamento della zona interessata ed è in concomitanza con il solidificarsi al suolo delle sostanze volatili più “pesanti” dei residui della combustione.

La tutela della vita umana prevede che l’ambiente soggetto ad incendio debba essere evacuato nei primi minuti dopo il suo innesco, diversamente gas, fumi e calore oltre le fiamme che via via si propagano non darebbero scampo; l’incendio si sviluppa con una velocità estremamente importante e già in fase di crescita del fenomeno si verificano le condizioni che determinano pericolo di vita per le persone: la fase di flash over si sviluppa in pochi minuti (8 – 9), quindi occorre abbandonare il sito entro i primi cinque minuti. L’ing. Balduzzi descrive la curva Temperatura – Tempo di un incendio tipo immediatamente intuitiva delle situazioni di pericolo che si innescano.

Numerosi sono i presidi che si possono installare come misure preventive e di pronto intervento (sensori, manichette, estintori, idranti, ecc.) molto spesso però tali misure preventive vengono installate in modo inappropriato, tale addirittura in alcune circostanze da essere inutilizzabili, perché mal collocati o nascosti oppure resi inservibili perché accoppiati in modo maldestro ad altri presidi.

Vengono poi passati in rassegna alcuni immagini di conseguenze di incendi reali partendo dalle cause che li hanno generati: è immediato intuire come la mancanza di verifiche periodiche o interventi manutentivi moltiplicano la possibilità di sviluppo di incendi soprattutto in ambiente domestico, dove spesso capita che le verifiche ed i presidi non siano istituzionalizzati.

Recentemente è stata introdotta una modifica normativa che ha approvato il nuovo “Codice di Prevenzione Incendi” (CO.P.I.), passaggio che detterà sicuramente un cambiamento nella impostazione per affrontare le tematiche legate alla prevenzione incendi; infatti si passerà da un sistema che prevede il rispetto di prescrizioni cogenti per le varie attività soggette a prevenzione ad un approccio che è più attento alle prestazioni che possono essere garantite da ciascun presidio pensato e progettato per l’ambito specifico oggetto di attenzione.

Le attese rispetto a questa nuova modalità di approccio sono tutte tese ad una importante riduzione delle pratiche burocratiche a vantaggio di un approccio progettuale specifico, ma con ripercussioni anche per le  importanti economie negli investimenti attuativi. I rischi che vengono tutelati sono: la salvaguardia delle persone, salvaguardia delle cose (patrimonio e beni) durante tutto l’arco dell’incendio, salvaguardia dell’ambiente.

La positività della nuova norma consiste nel fatto che da indicazioni di carattere generale, semplice e modulare, flessibili, evidenti e aggiornabili.

Diverse sono stati gli intereventi tesi a porre domande e quesiti da parte dei soci soprattutto in relazione alle attività condotte, ma anche rispetto a possibili inconvenienti nelle abitazioni.

In conclusione di serata all’ing. Balduzzi sono stati rivolti, da parte del Presidente Diego Finazzi, i convinti complimenti per l’ottima relazione tenuta a nome di tutto il club: meritatissimi applausi ci hanno accompagnato alla conclusione della serata segnata dal suono della campana.

dieffe

 

 

* Nato e residente a Clusone (Bg) consegue il diploma di Perito Industriale c7o ITIS “P. Paleocapa” di Bergamo, si laurea in Ingegneria presso il politecnico di Milano.

1997 abilitazione, ai sensi del D.to L.vo 494/96,(ora tit. IV D.lgs. 81.08) per l’attività di coordinatore per la progettazione e per l’esecuzione di opere civili e di ingegneria civile-cantieri temporanei o mobili.

1999 iscrizione nell’elenco dei professionisti di cui al D.M. 25.03.1985 / L 818/84 (abilitazione in materia di prevenzione incendi, ingegneria della sicurezza antincendio e relative procedure).

2005 tecnico competente in acustica ambientale – D.to reg. Lombardia n° 0929.

2003-2005 corsi di aggiornamento in materia di ingegneria sismica e sicurezza statica degli edifici per un totale di 90 ore;

2005 abilitazione della Regione Lombardia all’attività di “tecnico competente nel campo dell’acustica ambientale” ex art. 2 legge 447/95 – Decreto dir. N°  9289 del 20.06.05;

2007 certificatore energetico reg. Lombardia;

2005-2010 frequenza a corsi di aggiornamento in materia di ingegneria sismica e sicurezza statica degli edifici, a corsi di calcolo strutturale a caldo, a corsi di aggiornamento in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro, al corso per RSPP (macrosettore ATECO 8), a corsi di aggiornamento ex tit. IV D.lgs. 81.08;

dal 07.78 al 1982 collaboratore in studio professionale di ingegneria;

dal 16.11.1982 dipendente di ruolo del comune di Bergamo;

fino al settembre ’98, ha coordinato l’Un. Funz. 4 (impianti tecnologici) del V° Dip. Comunale (Lavori Pubblici); dal settembre ’98 e fino al 2008 con incarico di responsabile del servizio impianti tecnologici del settore Edifici Comunali.

-dal 01.04.08 responsabile dell’Ufficio Sicurezza & Salute Luoghi di lavoro del Comune di Bergamo (1.300 lavoratori), funzione attualmente rivestita.

-dal 01.11.09 responsabile del Servizio di Prevenzione & Protezione ex art. 31, 32, 33 D.lgs. 81.08 del comune di Bergamo, funzione attualmente rivestita;

-dal settembre 2015 responsabile del Servizio Sicurezza sui Luoghi di Lavoro e Impianti Tecnologici.

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