PROBLEMI, REALTA’ E PROSPETTIVE PER GLI OSPITI DELLA COMUNITA’ DON MILANI DI SORISOLE

Lunedì 18 Aprile 2016

Ristorante “Il Vigneto” Grumello del Monte

INTERCLUB
RC SARNICO E VALLE
CAVALLINA,
RC BERGAMO NORD,
RC DALMINE CENTENARIO,
RC TREVIGLIO
RC ROMANO DI LOMBARDIA

Lo splendido anfiteatro dei colli che dominano Grumello del Monte ci accoglie per questa serata in Interclub con tutti i Rotary del gruppo Orobico 2 rappresentati dall’Assistente del Governatore,
Sergio Moroni e dai rispettivi Presidenti oltre che da un buon numero di soci e accompagnatori. Per questo terzo Interclub dei Rotary Bergamaschi di fuori città, il tema della serata è assolutamente invitante e accattivante, infatti il relatore sarà don Fausto Resmini con tutto il patrimonio di esperienze maturate
sul campo e per strada in comunità, carcere e sulle vie di città e provincia.
Il Presidente dell’R.C. Sarnico e Valle Cavallina, Maurizio Rovetta, in rappresentanza del club ospitante, introduce la serata con un ringraziamento agli altri club del Gruppo per la significativa presenza e da il benvenuto ai tutti i convenuti ed al relatore don Fausto, ospite graditissimo, per l’alto valore sociale della sua attività e per l’elevato profilo etico riportato nel lavoro svolto in ambito sociale: il curriculum di don Fausto, continua Maurizio, ci fa capire quanto indispensabile risulti il suo operare a vantaggio della solidarietà e dell’accoglienza.
Don Fausto, appassionato e coinvolgente Direttore del Patronato San Vincenzo di Sorisole e della Comunità don Lorenzo Milani (tale struttura si occupa di minori e giovani in condizioni di disagio
e devianza), esordisce ricordando ai presenti come la sua esperienza di vita sia stata completamente orientata al servizio alle persone in difficoltà in modo tale da essere di stimolo alla società civile tenendo un sguardo agli umili.
La comunità di Sorisole mira al recupero e reinserimento dei minori sottoposti a procedimento penale, attraverso un percorso che prevede la scolarizzazione, inserimento nel mondo del lavoro e corretto utilizzo del tempo libero da parte dei giovani assistiti,
in modo da contribuire al graduale reinserimento nella società. In tempi recenti alcune modifiche dell’ordinamento giudiziario hanno
introdotto molteplici criticità; infatti i giudici minorili che in passato seguivano in modo esclusivo i reati minorili, sono stati
associati alla giustizia ordinaria, determinando il venir meno di una visione specialistica di questa tipologia di reati, che invece
merita una grande attenzione introducendo un’ottica di tipo educativo nella pena e nella possibilità di recupero. Occorre infatti
nei confronti dei reati minorili, far prevalere l’aspetto educativo rispetto a quello punitivo.
Occorre essere aperti e non condizionati dalla necessità di raggiungere risultati a tutti i costi in tempi stretti, devono essere
invece di conforto anche piccoli progressi: la realtà minorile è totalmente diversa da quella dell’età adulta. Da questo punto di
vista è fondamentale la presenza e l’azione degli educatori che hanno la responsabilità di attuare l’azione formativa ed informativa nei confronti dei minori che hanno commesso
dei reati. Don Fausto a questo proposito riporta l’esperienza recente della visita della sorella del giudice Borsellino a
Bergamo che ha diffuso il suo messaggio nelle scuole, nel carcere e nella comunità di Sorisole. La mentalità che deve essere sviluppata in questi soggetti è quella di riconosce l’errore, imparare a scusarsi e riconoscere le vittime dei propri gesti criminosi in modo che sia compresa la frattura affettiva e sociale dell’atto compiuto e le necessità di un comportamento adeguato.
Lo sforzo formativo nelle scuole viene indicato come il primo obiettivo per educare ed indirizzare nella corretta direzione.
Altro tema affrontato e di stringente attualità è quello della grande immigrazione, attraverso la quale arrivano nel nostro Paese
anche ragazzi in giovane e giovanissima età, che già non possono più essere considerati bambini in conseguenza ai traumi
maturati, don Fausto li definisce “minori emancipati”, in realtà sono già adulti; hanno provenienze diverse, tutti con il miraggio
del permesso di soggiorno e per i quali non esiste alternativa se non quella di farli rientrare nei percorsi della nostra società. Primo
fra tutti, continua don Resmini, e il fattore della lingua tenendo conto che alcuni bambini parlano solo un dialetto della loro
terra d’origine di conseguenza devono essere seguiti in modo personalizzato.
Mentre la nostra società si basa sul lavoro, i nuovi arrivati, spesso non conoscono la fatica, per loro tutto è dovuto, manca la
voglia del sacrificio che contribuisce a trasformare l’adolescente in adulto, non sanno cosa significa la “rinuncia”, di conseguenza
se tutto è dovuto non maturano nei termini corretti.
A seguire don Fausto ci parla della comunità “Don Milani” di Sorisole e della sua opera che prevede:
• Di essere sempre a disposizione per l’accoglienza, anche nelle ore notturne, per dare ricovero e assistenza in tutto il territorio provinciale sconfinando anche nel bresciano. L’organizzazione della
comunità si basa sui temi della scuola, del lavoro, e della gestione del tempo libero. Tutti i minori e i minori adulti presenti (ormai in numero di 100 persone) frequentano regolarmente la scuola nelle ore mattutine, mentre nel pomeriggio sono impegnati nei laboratori di apprendimento del lavoro (legatoria, assemblaggio, stampa su tessuto e non manca una fattoria didattica), quanto
poi al tempo libero, non deve confondersi con il “puro divertimento” ma con la capacità di dare un significato e un
valore anche ai momenti di riposo.
• Di cappellano del carcere di Bergamo da ormai oltre 21 anni, le prime esperienze sono maturate negli anni del terrorismo: da allora le prospettive sono molto cambiate visto che all’epoca si
ambiva alla speranza di una prospettiva migliore, mentre ora il carcere è un luogo di poveri e non solo da un punto
di vista economico (le celle sono piene di extracomunitari che hanno bisogno di tutto): in questo senso il carcere anticipa
le criticità della società. Attraverso l’azione della comunità si mira all’obiettivo del recupero.
• La presenza sulla strada. La strada èormai considerata come luogo di vita, “l’ultima soglia” per i disperati: si mangia, si dorme, ci si relaziona sulla strada; appare molto evidente che questo
approccio faccia venire meno gli stimoli di miglioramento. L’attività sulla strada si concretizza con la presenza di un
camper che percorre le strade provinciali maggiormente battute dalla criminalità, ma anche dalla presenza di operatori che distribuiscono pasti caldi, presso la stazione autolinee (fino a 150 pasti), tutti i giorni compresi i festivi.
Per garantire questa attività è fondamentale l’apporto del volontariato, compreso quello dei ragazzi della comunità che svolgono lavoro socialmente utile preparando i pasti: in tutti questi anni e ormai sono 27, dice don Fausto, il volontariato ha sempre risposto in modo encomiabile, per questo va sottolineato come il popolo bergamasco abbia un cuore veramente grande e questo ha permesso a molte persone di non sentirsi sole.
La parola chiave che permette di affrontare in modo positivo molte situazioni è:
“FIDUCIA”, avere e trasmettere fiducia aiuta i minori a sviluppare prospettive in cui credere.
Al termine della intensa relazione di don Fausto, sono state poste alcune domande, accompagnate dall’apprezzamento dei Presidenti di Club presenti per il grande lavoro svolto dalla Comunità, e dalla consegna da parte di Maurizio Rovetta di un contributo alla Comunità.
Davvero una serata dal grande significato e piena di spunti di riflessione per tutti i presenti: un grande riconoscimento a don
Fausto per quello che fa e per i valori che ci ha trasferito in questo incontro.

dieffe

* Don Fausto Resmini
• 1970: Diploma magistrale
• 1971: anno integrativo per accesso alla facoltà di Giurisprudenza
• 1972: Intraprende gli studi di teologia presso il seminario di Bergamo
1978: Ordinato sacerdote del Patronato San Vincenzo
Esperienze:
• Dal 22/10/2009 a tutt’oggi: Presidente dell’opera Diocesana Patronato San Vincenzo, Associazione Psicologia Psicoterapia
il Conventino
• Dal 1985 al 1992 e dal 1997 al 2010:
Membro del Consiglio Presbiterale Diocesano
• Dal 2003: membro del consiglio di aiuto sociale presso il Tribunale di Bergamo
• Dal 2001: Presidente dell’associazione di volontariato “IN-STRADA ONLUS”
• Dal 1992: Cappellano della casa Circondariale di Bergamo
• Dal 1990: Responsabile del servizio
Esodo

• Dal 1988: Direttore del Patronato San Vincenzo di Sorisole e Comunità don Lorenzo Milano (comunità di accoglienza
per minori)
dal 1970 al 1972: insegnante presso le
scuole elementari di Petosino, Sorisole,
Azzonica, Ponteranica

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