“LA FIGURA di ANTONIO TADINI”

Ristorante “Palazzo Colleoni”
Cortenuova

Marted’ 31 Maggio 2016

“LA FIGURA di ANTONIO TADINI”

Martedì 31 maggio nella splendida cornice di Palazzo Colleoni,
la nostra conviviale ha vissuto un ‘tuffo’ nella storia della città che
dà il nome al nostro Club. E lo ha fatto grazie alla preparazione, alla dedizione, alla capacità di suscitare la curiosità di Silvia Carminati, * che ha ricevuto la spilla di Socio Onorario dal nostro Presidente Diego Finazzi. Complimenti a Silvia per il suo ingresso nel nostro sodalizio!
E’ la storia che ha fatto tesoro dell’opera non altrettanto conosciuta di altri romanesi: quella dell’abate Antonio Tadini che, se
ha dato il nome a un’importante via del centro di Romano, molto si deve ancora scoprire di lui: magari con il contributo prezioso di Bergamo Scienza… chissà! E veniamo al protagonista della serata:
abate-ingegnere idraulico-scienziato… ma che caratteraccio! Si dirà: “E’ il carattere che fa i grandi”. Per un verso e per l’altro…
ma veniamo ai fatti, suvvia!
CENNI BIOGRAFICI
31 gennaio 1754, nasce a Romano di Lombardia 1777, frequenta il Seminario di Bergamo dove diviene Maestro di Grammatica
1778, è ordinato sacerdote e diviene Lettore di Filosofia, poi di Fisica sperimentale e di Logica. A Bergamo frequenta gli ambienti
culturali e gli intellettuali più stimolanti dell’epoca: Lorenzo Mascheroni (suo maestro prima e poi suo collega), l’abate Pier Antonio Serassi e il conte Girolamo Secco Suardo
1789, viaggia per i monti e le valli bergamaschi e redige un diario con appunti di mineralogia («Appunti di viaggio per le
Alpi bergamasche») 1792, comincia ad entrare in contrasto con la Chiesa sia per aver spiegato scientificamente un fenomeno che era invece ritenuto miracoloso (un sasso da cui usciva dell’acqua) sia per la pubblicazione delle sue tesi filosofiche, che fecero intervenire addirittura gli inquisitori veneti
1796, la città di Bergamo gli assegna l’incarico di realizzare delle Tavole per il calcolo della misura delle acque correnti: questo importante lavoro è però interrotto dalla caduta della Serenissima nel 1797 esarà pubblicato postumo. Nello stesso anno compie l’esperimento sulla caduta dei gravi.
1798, è nominato Commissario Generale del Potere Esecutivo per gli affari idraulici dalla Repubblica Cisalpina e consigliere del Dipartimento del Serio. Quindi, tra il 1798 e il 1812 effettua numerosi ispezioni ai vari dipartimenti idraulici. Diviene anche uno dei 5 membri della Commissione Idraulica istituita dalla Repubblica per organizzare l’amministrazione delle acque, ma all’arrivo degli austro-russi rifugia in Francia. Ritorna in Italia con la Seconda Repubblica Cisalpina 1804, è nominato Idraulico Nazionale. Da quel momento pubblicherà molti studi e ricoprirà molte cariche importanti, classificando i corsi d’acqua e stabilendone la giurisdizione, inventando anche uno strumento – il “regolatore” a piena doccia e a cateratta libera – per la misurazione delle acque. Tuttavia, i contrasti con alcuni colleghi porteranno al suo congedo nel 1814
1816, pubblica un testo dal titolo “Del movimento e della misura delle acque correnti” in cui per primo definisce l’integrale completo dell’equazione dei fluidi. Continua a pubblicare,
ma anche a contrastare aspramente alcune tesi di ex colleghi, alienandosi molte simpatie e restando pertanto escluso da molte
occasioni professionali

12 luglio 1830, muore a Romano di Lombardia,
dove si era ritirato a vita privata negli ultimi 15 anni.
PRINCIPALI OPERE DI ANTONIO TADINI
1795, Sulla Teorica de’ Fiumi
1796, Opuscolo intorno alla deviazione de’ corpi cadenti dall’alto
1815, Quotidiana terrae conversio devio corporum casu demonstrata
1816, Del movimento e della misura delle acque correnti
1825, Tavole idrometriche per la dispensa delle acque correnti per uso della Regia Città di Bergamo
1996, Anna Rosa Galbiati pubblica gli Appunti di viaggio per le Alpi Bergamasche di Antonio Tadini
La biografia di Tadini è determinata da 3 aspetti fondamentali:
1. Il tipico approccio illuminista agli studi, che vede nel metodo scientifico uno dei suoi cardini principali
2. Il particolare contesto in cui si forma e si trova ad operare, entrando nel dibattito con alcuni dei più rilevanti intellettuali e scienziati del tempo
La passione per gli studi, l’integrità morale, il senso del ‘bene pubblico’ e, nello stesso tempo, un carattere non incline al compromesso che determina in più occasioni contrasti
e dispute.
L’INCARICO PIU’ IMPORTANTE
DI TADINI:
DIRIGENTE DEL CORPO NAPOLEONICO
DI ACQUE E STRADE
– IDRAULICO NAZIONALE –
Il 20 aprile 1804 viene promulgata la legge che riforma l’amministrazione delle acque.
Presso ogni dipartimento viene creato un Magistrato d’acque, composto da cinque a nove membri, assistiti da un consultore idraulico.
Ogni Magistrato si raccorda con il governo centrale, rappresentato da due Idraulici nazionali che hanno il compito di ispettori e
sovrintendenti ai lavori idraulici. A questi due posti apicali sono nominati Antonio Tadini eSimone Stratico.
Lo stato creato da Napoleone è tuttavia un cantiere in perenne trasformazione.
Dopo la costituzione del Regno d’Italia, nel 1805 viene creato il Dipartimento Ponti, Argini e Strade.
Nel 1806 viene poi istituito il Corpo degli ingegneri reali d’Acque e Strade. Nello stesso anno Tadini è nominato ispettore generale
del nuovo Corpo di Acque e Strade, assieme ad altri cinque scienziati che costituiscono il Consiglio della Direzione generale d’Acque e Strade.
1796, UNA IMPORTANTE SPERIMENTAZIONE
DI TADINI: LA PROVA FISICA DELLA
ROTAZIONE TERRESTRE
Tadini riproduce l’esperimento eseguito pochi anni prima da Giambattista Guglielmini (1789), su esempio di Mascheroni, correggendone alcuni errori.
I risultati di Tadini sono molto accurati e precisi. La deviazione verso est subita da un grave in caduta fornisce la prova della rotazione terrestre e della direzione della rotazione.
UNA IMPORTANTE INNOVAZIONE DI TADINI:
IL PARTITORE A CASCATA
Nel suo trattato Del movimento e della misura delle acque correnti Antonio Tadini cerca di superare il problema dell’iniqua ripartizione delle acque progettando un nuovo partitore a
cascata, ossia a stramazzo, che consente la giusta ripartizione di un corpo d’acqua qualsiasi in aliquote. La soluzione ha però il difetto
di richiedere una caduta, che non sempre è disponibile nella bassa pianura.
Il partitore a cascata si può applicare sia a canali irrigui che a piccoli corsi d’acqua. La parte superiore, detta versatore, è uno stramazzo di larghezza e lunghezza variabile secondo le dimensioni del corso d’acqua.
Il partitore a cascata assicura che l’acqua cada con la stessa altezza e velocità lungo tutta la larghezza del versatore. La ripartizione
della portata è quindi proporzionale alle larghezze dei tratti di grondaia che si versano nelle teste dei canali sottostanti. Le larghezze dei singoli canali sotto la gronda del versatore
sono dunque stabilite in proporzione alle rispettive competenze.
L’ARCHIVIO DI TADINI:
STUDI APERTI. Il fondo archivistico «Antonio Tadini» è depositato presso la BIBLIOTECA
CIVICA ANGELO MAI grazie a una convinzione stipulata nel 1998 tra il Comune di Bergamo e la famiglia Galbiati, erede di Antonio Tadini e proprietaria del fondo (una delle nipoti, Lucia, aveva sposato il segretario di Tadini, tal Giovanni Francesco Felice Galbiati).
Il fondo è stato inventariato nel 2013 a cura di Barbara Cattaneo, ma uno studio approfondito e soprattutto complessivo non è ancora stato compiuto: sono stati compiuti studi solo su alcuni dei numerosi argomenti trattati da Tadini, ma è auspicabile che alla figura di questo scienziato sia al più presto restituito il giusto valore, in particolar modo a Romano, dove pare proprio essere vittima della damnatio memoriae….
Oltre al fondo archivistico «Antonio Tadini», alla Biblioteca Angelo Mai sono giunti testi relativi a Tadini provenienti dalla donazione
dei fratelli abati Carlo e Giuseppe Bravi (quest’ultimo biografo
di Tadini) che nel 1865 donano alla biblioteca i loro 5000 volumi.
Nella libreria dei fratelli Bravi ci sono, tra gli altri, i due volumi «Cenno sull’etere
» (opuscolo inedito autografo di Tadini) e
«Analisi delle opere di Antonio Tadini» scritto da Giuseppe Bravi stesso.
Infine, complementari a questa documentazione sono le circa 80 lettere che Tadini scambiò con Carlo Marieni (docente dell’Università di Pavia) donate alla Biblioteca Mai dal conte Carlo Lochis (Deputato).
Grande interesse e curiosità hanno suscitato e bellissime slides presentate da Silvia Carminati con la consueta chiarezza espositiva
(riportate fedelmente per sua concessione), dando origine a una teoria di domande da parte dei Soci. Un lavoro certosino il suo,
animato dalla continua ricerca del dato storico e del suo senso nella vita e nelle opere dei protagonisti. APPLAUSE!!

floti

* nata a Romano di Lombardia, ha frequentato il Liceo Classico Statale “S. Weil” di Treviglio, si è laureata in Architettura al Politecnico di Milano con una tesi di laurea sullo scultore giapponese Hidetoshi Nagasawa.
Tale tesi l’anno successivo ha vinto il “Premio di Laurea Carlo Maddalena” (Milano). E’ abilitata all’esercizio della professione di architetto ed è iscritta all’albo degli “Architetti e Paesaggisti
di Bergamo e Provincia”.
Da subito ha iniziato a frequentare numerosi corsi di aggiornamento (tra cui il corso “Conoscenza della luce – Progettazione di oggetti luminosi”, organizzato dal Comune di
Venezia, dai Musei Civici Veneziani, dal Palazzo Fortuny e dal Consorzio Venezia Ricerche), avviando la libera professione di
“ideatore di progetti per la valorizzazione dei beni culturali”. Ha insegnato presso alcune scuole medie e svolto il ruolo di tutor presso il corso di “Valorizzazione dei Beni Architettonici e Paesistici” dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha lavorato per circa un anno e mezzo presso uno studio di architettura, e intessuto rapporti con alcune amministrazioni comunali, alcuni enti pubblici e privati (come l’ente Parco del Serio o la B.C.C.C.C.) e alcune case editrici; ma soprattutto ha iniziato la mia collaborazione con la GAMeC di Bergamo.
Inoltre, ha lavorato per quasi due anni presso una società che implementa prodotti informatici per i beni culturali (M.I.D.A. Informatica – Bergamo). Gestisce un “Laboratorio per i Beni Culturali” per il Comune di Romano di Lombardia e dal 2015 è presidente dell’Associazione Culturale Iconema.
Nel 2003 ha vinto una borsa di Studio a copertura parziale per il corso “Designing the exhibition” ideato dalla Domus Academy di
Milano in collaborazione con l’Interior Design Institute di Milano.
Nel 2005 ha ottenuto il terzo premio della Sezione Giovani del “Premio Cenacolo Editoria e Innovazione” con Sculptouring, un progetto cross-mediale sui parchi d’arte contemporanea in Italia. Il Premio è istituito da Assolombarda, Il Sole 24 ore, Mediaset, Mondadori, Radio e Reti, con il patrocino della Provincia di Milano e del Comune di Milano.
Nel 2009 si è specializzata con lode presso la Scuola di Specializzazione in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, con una tesi in
Storia della Fotografia.
La sua attività non si limita ad ideare progetti culturali, ma comprende anche la loro realizzazione: dall’idea, alla ricerca documentaria, all’allestimento della mostra, alla curatela del
catalogo o del Cd Rom, alla redazione dei testi.

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