“EX CENTRALE ELETTRICA DI VIA DASTE E SPALENGA A BERGAMO”

Martedì 7 Giugno 2016

EX CENTRALE ELETTRICA DI VIA DASTE E SPALENGA A BERGAMO

 

“Contemporary locus 10”

Relatrici: Arch. Paola Tognon e dott.ssa Francesca Ceccherini

a seguire

PIZZATA DI CLUB

 

L’appuntamento è a Bergamo per un altro fuori porta dell’RC Romano di Lombardia in questo anno rotariano, l’occasione è l’evento allestito da Contemporary locus, associazione culturale onlus, presso l’ex Centrale Elettrica di via Daste e Spalenga.

Alle 18,45 siamo tutti pronti anche sotto una pioggia torrenziale, ma riusciamo a ripararci adeguatamente vista la presenza di un porticato; tutto è pronto per accedere in questa cattedrale dell’archeologia industriale che ospita una rappresentazione di arte contemporanea dell’artista Alfredo Pirri. Ad accoglierci ci sono Paola Tognon, architetto e storico dell’arte, e Francesca Ceccherini, laurea alla IULM rispettivamente Presidente e  project maneger dell’Associazione.

Il Presidente Diego Finazzi introduce brevemente l’incontro ricordando che Contemporary locus ha aperto e ora, praticamente, chiude l’anno della sua presidenza, passa poi a presentare l’associazione e le relatrici.

L’arch. Tognon si sofferma preliminarmente sulla storia della ex centrale termoelettrica di Daste e Spalenga che era il cuore del cotonificio Irf, le Industrie Riuniti Filati, In località Daste e Spalenga, a Bergamo, scorre la Roggia Morlana, un canale artificiale derivato dal fiume Serio tra XII e XIII secolo. In questa zona nascono i primi opifici, tra mulini e filande ad energia idroelettrica. E proprio qui viene edificata, nel 1927, una centrale termoelettrica, prima alimentata a carbone, poi a gasolio e poi a metano, che faceva parte integrante del cotonificio Albini. La centrale elettrica aveva la funzione sia di provvedere al fabbisogno dell’opificio sia a fornire energia elettrica per buona parte della città di Bergamo.Dentro ci lavoravano 600 persone, soprattutto donne delle Valli bergamasche. Si raccontava, in Nonna Lina, la mia vita in fabbrica: «C’erano ragazze che partivano la mattina da Azzano o Stezzano, a piedi, e la stessa strada ripercorrevano alla sera. Quando nevicava, mettevano i loro abiti ad asciugare lungo le condotte che trasportavano l’acqua calda. Chi abitava più lontano non andava a casa tutti i giorni ma abitava nella Casa operaia, qui dietro. Di solito andavano via il sabato sera, per rientrare la domenica sera oppure quando avevano bisogno di vedere le loro genti. Nel periodo migliore eravamo davvero tanti, dicevano mille».Negli anni Sessanta, con il trasferimento dell’industria cotoniera, l’intero comparto della centrale venne totalmente abbandonato e consegnato al degrado. Bisogna attendere gli anni Duemila per il primo intervento di restauro, seguito comunque da un altro abbandono. Ora, da sabato 28 maggio al 24 luglio 2016, il maestoso ed elegante edificio è stato riaperto grazie a Contemporary Locus, l’associazione culturale bergamasca che connette arte contemporanea e tessuto urbano, coinvolgendo artisti italiani e internazionali per reinterpretare spazi in disuso. Stavolta a intervenire, con un progetto site specific dal titolo “passi”, è Alfredo Pirri: «È un artista importante, solido, riconosciuto internazionalmente – spiega Paola Tognon scelto perché sa dialogare con gli spazi». Per la decima edizione del contemporary locus il gruppo ha presentato un’opera concepita da Pirri che ha ideato un sistema di demand side management che permette la gestione della domanda energetica attraverso una batteria ad accumulo e pannelli fotovoltaici e un sistema di telecontrollo con cui viene regolato il dimeraggio, ossia la variazione della luce . Tutto avviene seguendo i parametri concordati con l’artista per poter riprodurre il rapporto esistente tra la luce, l’energia e il controllo. La sede dell’ex centrale termoelettrica di Daste e Spalenga diventa così un doppio omaggio all’energia, che un tempo era il “prodotto” del luogo e oggi è lo strumento per creare una magia di luce. L’aula centrale dell’edificio che occupa uno spazio di oltre cinquecento metri quadrati rimane “accesa” giorno e notte: il pavimento ricoperto da specchi, è trasformato in un lago su cui i visitatori possono camminare, frantumando con i loro passi la vasta superficie. Dell’energia che entra nella struttura nulla va perso. La luce che riesce a penetrare durante il giorno viene restituita la sera con un sistema di illuminazione controllato che allo scoccare dell’ora per sei minuti trasforma l’edificio in una lanterna. Anche l’energia dei passi viene conservata: una app , Your steps, restituisce attraverso un algoritmo e un’apposita visualizzazione il percorso di ogni visitatore sulla superficie specchiante nella centrale.

La distruzione crea la costruzione.  L’incredibile opera d’arte è formata da specchi. La particolarità e la genialità stanno nel fatto che su questi specchi ci si possa, anzi ci si debba camminare e romperli: solamente in questo modo l’opera potrà davvero prendere vita, perché più sono i frammenti di vetro, più il sole e la luce avrà superfici su cui riflettere per dare energia all’ex centrale. L’effetto che se ne trae è quello di avere l’impressine che l’opera miri alla frammentazione dello spazio e della luce.

La speranza è che la proposizione dell’allestimento di queste settimane porti finalmente ad una rifunzionalizzazione della centrale che porti a rivivere questo spazio, ma non solo, anche il comparto urbano. Salutiamo con i ringraziamenti davvero sentiti Paola Tognon e Francesca Ceccherini nella consapevolezza che l’ottimo successo di pubblico della rassegna, che registra un numero di presenze importante, premia gli sforzi di contemporary locus e di tutte le persone che hanno contribuito in varia forma e misura all’avvenimento.

Ci trasferiamo poi in centro a Bergamo per la Pizzata di club, circostanza collegata all’iniziativa del nostro club cui hanno aderito quasi tutti i Rotary del Gruppi Orobico 1 e 2, i cui ricavati vanno a favore del progetto Internazionale  “End Polio Now”, come noto infatti “ …… ci manca poco” per raggiungere l’obiettivo della eradicazione della Polio nel mondo, ad oggi gli unici paesi dove ancora si presenta tale flagello sono l’Afganistan ed il Pakistan, dove le possibilità di intervento sono molto limitate a causa della situazione interna di questi paesi. Dunque serata all’insegna dell’arte contemporanea ambientata in un sito di archeologia industriale e della piacevole reciproca compagnia in serenità e amicizia.

dieffe

 

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