“IL MONDO DI MARICA”

Presentato sabato 16 settembre a Romano di Lombardia dall’Associazione Agenha in una sorta di ‘maratona del dono’; presenti l’autrice Antonella Tomaselli e la figlia, Luisa,  della protagonista Marica.

Marica, che molti chiamano Maria, è una donna che ha attraversato il dramma dell’essere profuga istriana: nella sua vita ha vissuto la difficoltà di essere senza casa, senza lavoro e senza patria. Una storia che oggi ha scelto di raccontare, insieme alla figlia Luisa Bercich, in un libro scritto con l’aiuto di Antonella Tomaselli dal titoloIl mondo di Marica.

Il libro racconta le tappe della vita di Marica, senza ridurla alla semplice cronaca di un fatto dopo l’altro, ma rispolverando le emozioni che hanno accompagnato questo percorso da Jelovice a Trieste. Un viaggio in un mondo diverso, che si snoda tra quattro campi profughi lungo una strada alla ricerca della felicità, fatta di dolore, forza, determinazione, amore e solidarietà.

 

La figlia di Marica, Luisa Bercich è socia della prima ora di Agenha, associazione che si occupa di disabilità, e ha scelto di devolvere tutto il ricavato della vendita del libro all’ultimo progetto lanciato dall’associazione: Casa Agenha, un appartamento dove i ragazzi con disabilità possono sperimentare una vita più autonoma e libera. Agenha si è fatta carico della ristrutturazione di due appartamenti comunicanti nel centro storico di Romano, nello stabile della Fondazione Opere Pie Rubini, rendendoli funzionali per essere abitati da persone con disabilità. Gli appartamenti sono stati strutturati con spazi privati e spazi in cui sarà possibile vivere momenti di vita comune: qui i ragazzi con disabilità del territorio potranno vivere esperienze abitative in autonomia, in cui sperimentarsi nella gestione della vita di tutti i giorni e nel distacco dalle proprie famiglie.

Un progetto che per andare avanti ha bisogno di essere sostenuto, anche con iniziative come questa. Un’occasione per fare rete intorno al tema della diversità: il libro parla di stranieri, esodi e immigrati; diversi, come spesso sono avvertiti anche i ragazzi con disabilità. Per questo Agenha ha accolto con entusiasmo il progetto.

 

 

 

 

 

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