“INTERCLUB GRUPPO ORBICO 2”

Ristorante  “Palazzo Colleoni” Cortenuova

Martedì 30 gennaio 2018

INTERCLUB GRUPPO ORBICO 2:

R.C. ROMANO DI LOMBARDIA,

R.C. TREVIGLIO E PIANURA BERGAMASCA,

R.C. DALMINE CENTENARIO  

R.C. SARNICO VAL CAVALLINA

R.C. CITTA’ DI CLUSONE

R.C. SONCINO E

ROTARACT TREVIDLIO, ROMANO DI LOMBARDIA E PIANURA BERGAMASCA

con la presenza di R.C. Bergamo

Libertà del testatore o del donatore e diritti degli eredi

Relatore: Dott. Elio Luosi

Notaio e nostro socio

Anche i convenuti che arrivano molto prima dell’orario stabilito  a Palazzo Colleoni si rendono conto che qualcuno è arrivato prima di loro, questo è il segnale che ci fa capire che c’è molta attesa per una serata di grande interesse. La nebbiolina che si deposita sul parco d’ingresso del Palazzo accompagna il sapore della compagnia di tanti convenuti, della amicizia che salda i club partecipanti e dei temi che saranno oggetto della relazione che ci attende.

Il viaggio tra le attività dei nostri soci che si sono trasformate in eccellenze del nostro territorio,  continua questa sera con l’incontro in Interclub dei Rotary bergamaschi di fuori città con il Dott. Elio Luosi, Notaio e socio fondatore del nostro club.

Il Presidente Pier Giorgio Finazzi, fa gli onori di casa accogliendo i moltissimi soci, ospiti e amici che hanno voluto essere presenti alla serata; presenti anche l’Assistente del Governatore per il gruppo Orobico 2, Umberto Romano, mentre i Club sono rappresentati dai rispettivi Presidenti: Luca Scaburri per l’R.C. DALMINE, Martina Di Rubbo per l’R.C. TREVIGLIO, Carla Mangili Rota per l’R.C. SARNICO, Paolo Fiorani per RC Clusone, Eligio Fiori per RC Soncino e Mattia Bregant per il nostro Rotaract. Partecipa all’evento anche una buona rappresentanza dell’R.C. BERGAMO, con in testa il Presidente Carlo Scalvedi, sottolineando la vicinanza con il nostro club.

Il suono della campana, gli onori alle bandiere, i saluti di rito agli  ospiti e relatori da inizio all’incontro nello splendido salone superiore di Palazzo Colleoni, dopo alcune comunicazioni, il Presidente Pier Giorgio passa alla presentazione del relatore che introduce riportando ai convenuti un breve ma meritorio curriculum; quando il Notaio Luosi  prende la parola la sala è carica della voglia di ascoltare.

Elio, socio fondatore del nostro club e segretario dal 1994 al 1999, esordisce ringraziando il Presidente per l’opportunità concessa in un Interclub così partecipato e rivolge un saluto ai presenti; il tema della serata gli è stato suggerito dai recenti titoli di stampa circa le volontà di donazione di Bill Gates oltre che dal fatto che ancora, non sappiamo fino a quando, il gravame di imposte su donazioni e testamenti in Italia ha una imposizione minore rispetto ad altri Paesi Europei.

In tema di donazioni o testamenti appare importante accedere in modo corretto ad alcuni termini.

La donazione è il contratto con il quale, per spirito di liberalità, una parte arricchisce l’altra, disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa un’obbligazione. La donazione è quindi un contratto: da ciò discende che, una volta conclusa, essa è di norma irrevocabile ad opera di una delle parti.

Gli elementi essenziali della donazione sono due:

  • lo spirito di liberalità;
  • l’arricchimento del donatario.

Il testamento è un atto revocabile con il quale qualsiasi persona, capace di intendere e volere, dispone delle proprie sostanze per il tempo il cui avrà cessato di vivere.

Nel nostro ordinamento giuridico, vi sono due forme ordinarie di testamento:

  • il testamento olografo;
  • il testamento per atto di notaio.

Sono legittimari quei membri della famiglia cui la legge riserva una quota del patrimonio detta appunto quota di legittima o di riserva.

La quota di riserva si contrappone alla cosiddetta quota disponibile , cioè la quota del patrimonio di cui ciascun soggetto può liberamente disporre.

Sono legittimari: il coniuge, i figli e, in assenza dei figli, gli ascendenti. È da evidenziare che i fratelli non fanno parte della categoria dei legittimari.

Si deve in primo luogo formare la massa di tutti i beni che appartenevano al testatore o al donatore al momento della sua morte (relictum), cui devono essere detratti i debiti che costituiscono il passivo ereditario, per poi ulteriormente aggiungervi, tramite la cosiddetta riunione fittizia, i beni di cui il defunto abbia disposto in vita a titolo di donazione (donatum).

In sintesi, calcolando il patrimonio con la formula “relictum più donatum meno debiti”, si giungerà a conoscere l’ammontare generale del cosiddetto asse ereditario, in base al quale dovranno essere calcolate le porzioni della quota disponibile e della quota o delle quote di riserva.

Elemento essenziale della donazione è la forma: infatti, essa deve essere conclusa per atto pubblico alla presenza di due testimoni; pertanto, l’intervento del notaio è necessario al fine di disporre dei propri beni a titolo di donazione. La necessità dell’atto pubblico si giustifica con l’importanza dell’atto di donazione e per gli effetti sul patrimonio del donante che deve essere, oltre che capace d’intendere di volere, pienamente consapevole dell’atto che sta facendo e di tutte le conseguenze che ne derivano. E’ quindi molto importante la consulenza del notaio per avere tutti i chiarimenti necessari e opportuni.

Assai comune, prosegue il relatore,  è la donazione di un immobile con riserva di usufrutto a vantaggio del donante: ciò significa che il donante si spoglia anticipatamente della proprietà del bene trattenendo per sé l’usufrutto, che si estinguerà automaticamente al momento della morte (o al termine stabilito); il donante che si è riservato l’usufrutto avrà il godimento del bene (per es. potrà viverci o riscuotere eventualmente l’affitto) ma ne sopporterà anche le spese ordinarie e le eventuali imposte.

La donazione fatta a legittimari del donante è considerata dalla legge un anticipo di eredità: ciò significa che, al momento della morte del donante, essa dovrà essere imputata alla quota riservata.

Proprio con riferimento ai rapporti tra la donazione e la futura successione del donante, occorre sapere che la donazione è un atto “a rischio”, che può pregiudicare la successiva circolazione dei beni donati o l’ottenimento di un finanziamento garantito dal bene donato.

La legge, infatti, tutela alcune categorie di familiari (legittimari), riservando agli stessi una quota di eredità (legittima)  anche contro una volontà del defunto espressa in una donazione. Questi soggetti sono i discendenti (figli e nipoti), gli ascendenti (genitori, nonni, e così via) e il coniuge: se le donazioni, pur sempre valide ed efficaci, al momento della morte del donante dovessero risultare, dopo calcoli molto complicati, lesive dei diritti di un legittimario, questo potrà agire in giudizio per renderle inefficaci (azione di riduzione).

La tutela del legittimario, inoltre, può coinvolgere anche terzi che abbiano acquistato diritti dal donatario (comprese le banche che per la concessione di un mutuo abbiano ricevuto in garanzia un immobile oggetto di donazione). Infatti, qualora il donatario non abbia beni sufficienti per soddisfare le eventuali pretese del legittimario, si potrà chiedere la restituzione del bene all’acquirente stesso (azione di restituzione), il quale avrà la facoltà di liberarsi con il versamento di una somma corrispondente.

In considerazione della complessità dei problemi che possono nascere da una donazione è opportuno farsi consigliare dal notaio che potrà indicare le soluzioni giuridiche che possano evitare futuri, dolorosi contenziosi familiari e rilevanti problemi di commerciabilità dei beni donati

Il Notaio Luosi prosegue poi sul tema altrettanto complesso del testamento, in particolare il testamento olografo, dice, è una scrittura privata per la quale sono necessari alcuni requisiti formali:

  • l’autografia (non può essere scritto al computer, ma deve essere di proprio pugno);
  • la datazione;
  • la sottoscrizione.

Benché molto semplice e di comune utilizzo, questa forma testamentaria presenta alcuni svantaggi:

  • possibilità di distruzione ad opera di terzi;
  • possibilità di smarrimento;
  • possibilità di errori;
  • possibilità di falsificazioni;
  • possibilità di contestazioni circa l’autenticità del documento;
  • difficoltà di interpretazione in caso di disposizioni particolarmente complesse.

Al fine di evitare tali problematiche, è possibile fare ricorso al testamento per atto di notaio: cioè il testamento pubblico che viene ricevuto dal notaio in presenza di due testimoni e presenta notevoli vantaggi:

  • rigoroso accertamento della volontà del testatore;
  • nessuna possibilità di smarrimento o sottrazione;
  • forza probatoria tipica dell’atto pubblico;
  • garanzia di conformità all’ordinamento giuridico;
  • possibilità di utilizzo anche da parte di chi non potrebbe ricorrere al testamento olografo, quali ad esempio analfabeti, stranieri o impossibilitati a scrivere.

Oltre al testamento pubblico, esiste anche il testamento segreto (non diffuso nella prassi) che, è il testamento scritto dal testatore o da un terzo e consegnato personalmente al notaio (che quindi non ne conosce il contenuto), il quale redige un semplice verbale di ricevimento.

La legge tutela alcune categorie di familiari (legittimari), riservando agli stessi una quota di eredità (legittima) anche contro un’eventuale volontà del defunto espressa per testamento. Questi soggetti sono i medesimi di cui sopra.

A seconda della esistenza o meno di tali soggetti al momento del decesso, o di alcuni soltanto di essi, la legge prevede, con calcoli a volte molto complicati, quale sia la quota di eredità riservata a costoro, considerando anche i debiti del defunto ed eventuali donazioni da lui effettuate in vita, e quale sia, quindi, la quota di eredità (disponibile) di cui il testatore può disporre liberamente a favore di chi vuole.

C’è, quindi, un limite alla libertà di fare testamento: se il testamento lede i diritti di un legittimario, questo potrà agire in giudizio per renderle inefficaci.

È fondamentale, quindi, in questi casi rivolgersi al notaio per evitare futuri, dolorosi contenziosi familiari e, soprattutto, problemi di commerciabilità per i beni oggetto del testamento. Grazie alla specifica competenza in materia successoria, il notaio potrà suggerire, in caso di testamento  pubblico, le soluzioni migliori per raggiungere  il risultato voluto dal testatore, nel rispetto  della normativa vigente, evitando eventuali  clausole o disposizioni nulle perché  in contrasto con le norme di legge.

Per quanto sopra riportato, essendo il vostro cronista poco esperto in materia, si è fatto riferimento a quanto detto da Elio in sede di riunione la cui sintesi è stata confrontata con il sito del Consiglio Nazionale del Notariato dal quale si riportano anche le tabelle di riepilogo qui di seguito.

 

Un grande e meritassimo applauso accoglie la relazione presentata dal Notaio Luosi che ha fatto luce su uno dei temi più dibattuti. Molti gli interventi che sono seguiti cui Elio ha dato risposte in linea con la tesi sostenuta nel suo intervento.

La serata si conclude con i ringraziamenti del presidente Pier Giorgio Finazzi e dei colleghi degli altri club al relatore cui sono stati consegnati i guidoncini e gli omaggi dei Rotary di provenienza.

Tocco della campana e si torna alle nostre abitazioni pronti ai prossimi appuntamenti.

 

dieffe

 

Questa voce è stata pubblicata in Conviviali. Contrassegna il permalink.