“BARTOLOMEO COLLEONI: PERSONAGGIO MISTERIOSO TRA INTRIGHI E STORIA. UNA RISORSA TUTTA DA SCOPRIRE”

Martedì 5 Febbraio 2018

Palazzo Colleoni – Cortenuova

“BARTOLOMEO COLLEONI: PERSONAGGIO MISTERIOSO TRA INTRIGHI E STORIA. UNA RISORSA TUTTA DA SCOPRIRE”

Il fascino e un’alea di mistero che aleggia intorno alla figura di Bartolomeo Colleoni, hanno fatto convenire a Palazzo Colleoni numerosi soci e ospiti, tutti assolutamente consapevoli che il noto condottiero ha esercitato nella Storia Alto Medievale e fino all’epoca Rinascimentale un ruolo di primaria importanza: nelle vicende della Serenissima Repubblica Veneta e del Ducato di Milano, Bartolomeo Colleoni rivestì una importanza fondamentale e non solo sul versante militare. In particolare le nostre zone della bassa bergamasca sono ricchissime di testimonianze che lo richiamano. Anche la nostra abituale sede di Palazzo Colleoni a Cortenuova, stasera è vestita a festa in quanto protagonista delle relazioni in programma sarà proprio il celebre condottiero vissuto tra la fine del 1300 e quasi tutto il 1400 e tra i suoi discendenti ci sarà chi commissionò e fece realizzare la dimora che ci ospita.

Il Presidente Francesco Locati nell’augurare il benvenuto a tutti i convenuti introduce la serata presentando gli ospiti e relatori: avv. Giuseppe Togni, Sindaco di Cavernago e ideatore del progetto “Coglia” in presentazione questa sera e il dott. Gabriele Medolago, storico e curatore del medesimo progetto.

Quando il Sindaco Togni prende la parola sottolinea subito che la presenza sul nostro territorio ed in particolare nel comune di Cavernago ma anche in tutta la provincia di Bergamo di numerosi segni architettonici, storici, urbanistici, idraulici e tanto altro ancora che richiamano l’epoca colleonesca debbano essere valorizzati e da qui gli obiettivi che il progetto: “COGLIA” si prefigge.

Il progetto infatti ha come obiettivo principale quello di una maggiore conoscenza delle figure di Bartolomeo Colleoni, dei Martinengo Colleoni e dei luoghi nei quali vissero, oltre che degli eventi e degli oggetti ad essi legati. Si intendono in particolare approfondire alcune tematiche quali la biografia del Colleoni e dei Martinengo Colleoni, l’iconografia, la contea di Cavernago e Malpaga ed il marchesato di Pianezza, gli oggetti (altare da campo, reliquie, armi), il Luogo Pio della Pietà, le rogge, i luoghi colleoneschi ed altro. Altri obiettivi sono il rilancio turistico di questi luoghi significativi, la maggior consapevolezza delle comunità locali del proprio passato e del valore dei luoghi in cui vivono, il rilancio delle attività economiche dei vari luoghi ed anche la creazione di nuove, come pure di posti di lavoro, sia in ambito culturale e turistico, sia nell’indotto.

I fruitori di questo progetto sono le diverse tipologie di persone con diversi livelli di fruizione e per le diverse attività dedicate per ogni tipologia di fruitori.

Il progetto ha valenza europea ed è una sorta di contenitore nel quale vengono inseriti i numerosi e mirati progetti che coinvolgono i paesi toccati dal Colleoni e dai suoi discendenti.

Questo percorso è partito tre anni fa, ha detto il sindaco di Cavernago Giuseppe Togni, chiedendosi cosa potevamo fare per ridare lustro ai nostri paesi, come generare economia con quello che già c’era; e allora si pensò, continua Togni, di partire dai due castelli presenti sul nostro territorio. Da qui, insieme allo storico Medolago, abbiamo portato avanti per due anni una ricerca sul campo e tra gli archivi, per trovare quei territori che in qualche modo erano collegati al Colleoni e poter costruire una rete fondata nella storia. Si tratta di un progetto ambizioso.

La parola viene poi ceduta allo storico Gabriele Medolago che ci presenta una rapida carrellata sulla vita del condottiero premettendo che “Coglia” altro non è che il grido di guerra delle schiere colleonesche durante le battaglie. Questa parola può essere oggi ripresa come nome convenzionale per indicare il macroprogetto e l’insieme dei progetti e delle attività legate alla figura ed all’opera di Bartolomeo Colleoni ed ai suoi discendenti Martinengo Colleoni, oltre che ai luoghi ad essi legati.

Bartolomeo nacque nel Castello di Solza probabilmente nell’anno 1392 da Paolo e da Riccadonna dei Vavassori di Medolago, famiglia guelfa.

Quando Bartolomeo aveva nove anni, il padre Paolo fu assassinato dai suoi cugini mentre la madre veniva incarcerata; pure dai cugini fu ucciso il fratello Antonio. Giovanissimo fu mandato da Filippo Arcelli, signore di Piacenza. In seguito passò al soldo di Braccio da Montone e poi di Jacopo Caldara che combatteva per Giovanna di Napoli, la quale si legò sentimentalmente al Bergamasco e lo insignì di un suo stemma fatto di due teste leonine unite da due bande.

Nel 1431 sotto il Carmagnola combatte per la Repubblica di Venezia contro Filippo Maria Visconti e sotto il Gattamelata contro il Piccinino.

Nel 1434 acquistò fama nella liberazione di Brescia assediata, facendo trasportare navi veneziane dall’Adige al lago di Garda. Per contrasti avuti con Venezia passò per due anni al soldo di Filippo Maria Visconti che, temendolo, a tradimento lo fece incarcerare nei terribili “forni” di Monza, da dove riuscì a fuggire alla morte di Filippo Maria. Ritornato alla Serenissima, nel 1447 sconfisse a Bosco Marengo il Duca di Orleans. Ancora a Milano al servizio di Francesco Sforza, nel 1449 sbaragliò i Francesi a Borgomanero. Ritornò a Venezia solo quando la Repubblica gli offrì di divenire Capitano Generale e ciò avvenne dopo la pace di Lodi il 24 giugno 1454, carica che mantenne fino alla morte.

Nel 1456 acquisì il Castello di Malpaga, creando una corte degna di un grande “imperator” famoso oltre i confini d’Italia come soldato ingegnoso e di grande maestria. Nel 1467 fu combattuta in Romagna la famosa battaglia della Riccardina, nella quale fu impiegata per la prima volta un’artiglieria mobile.

Pur rimanendo con Venezia capeggiò degli esuli fiorentini contro Gian Galeazzo Sforza, mirando di impossessarsi del ducato di Milano: ma nel 1468 fu stipulata la pace. Il Papa Paolo II visto il valore del Condottiero Bergamasco, lo nominò Capitano Generale dell’esercito federato che doveva lottare contro i Turchi: ma la Crociata non fu realizzata. Nel 1466 fu nominato duca d’Angiò; nel 1473 duca di Borgogna.

Il Colleoni passò gli ultimi anni della sua vita nel castello di Malpaga, onorato dal suoi, assai stimato dai principi d’Europa. Nel castello ricevette il Re di Danimarca Cristiano II. Ben si addice al Colleoni come “eroe di virtù” il fatto che nel 1466 fondò una pia donazione a favore delle nubende povere, il Luogo Pio della Pietà Istituto Bartolomeo Colleoni.

II 3 novembre 1475 morì in Malpaga all’età di oltre 80 anni, attorniato da parenti, amici, devoti e dai rappresentanti della Repubblica di Venezia.

Altre donazioni benefiche sono da lui create, tra le principali Martinengo e Basella, come pure opere per il bene pubblico, il ripristino dei bagni di Trescore, la costruzione di impianti di irrigazione a favore dell’agricoltura.

Colleoni visse tra Medioevo e Rinascimento e fu un uomo dell’una e dell’altra epoca; infatti fu il Capitano di Ventura che tutti conosciamo ,ma anche cultore dell’arte, mecenate e filantropo introducendo nuovi sistemi di irrigazione nei suoi possedimenti che ancora oggi sono funzionanti e costituiscono buona parte del reticolo idrografico di distribuzione delle rogge irrigue.

Non manca nella relazione del dott. Medolago anche un passaggio relativo al Palazzo che ci ospita:

La costruzione è collocabile poco dopo la metà del Settecento, su progetto di Filippo Alessandri, in un momento successivo alla villa Terzi di Trescore, opera dello stesso progettista.

Si tratta di un edifico a pianta quadrata a due piani che si affaccia sul più tardo giardino all’inglese. Il fronte è tripartito da lesene e la campata centrale si differenzia sia per l’alto timpano curvilineo sia per la serrata disposizione delle strette ma alte aperture.

Filtra l’accesso al grande salone del piano terreno un atrio che era affiancato lateralmente da due rampe di scale speculari (ora resta solo quella di destra) in pietra di Sarnico, che salivano al piano nobile. Il salone centrale riporta affrescato sul soffitto a padiglione l’Aurora di Francesco Domenghini.

Sulla destra del salone centrale si trova il monumentale camino in pietra arenaria con decorazioni a stucco di angeli che reggono una corona che racchiude due stemmi: uno colleonesco, con il leone, e l’altro cardinalizio. Il salone superiore si affaccia verso il giardino inglese; esistono alcuni dettagli che invitano a ipotizzare la totale ripartizione del piano sottostante, ma lavori di ripristino a seguito di un crollo del soffitto negli anni sessanta, hanno portato la disposizione allo stato attuale.

La villa era luogo di villeggiatura, ma anche centro dell’azienda agricola dei Colleoni; le dimensioni di questa struttura, caratterizzata dalle due lunghe ali frontali che affiancano la residenza, è definita da una cortina continua che, sul retro, forma un ampia corte rettangolare.

Bella e armoniosa è la sequenza architettonica dei portici a doppio ordine, aperti ad arco ribassato al piano terra, tamponati con sequenza ritmata di aperture al piano superiore.

Numerose sono state le domande legate alla relazione presentata, sia sul Colleoni che circa l’attività del progetto Coglia.

La serata si conclude con i ringraziamenti ed i complimenti del Presidente Francesco Locati ai relatori Giuseppe Togni e Gabriele Medolago per la disponibilità dimostrata e per la passione e coinvolgimento nell’allestimento del progetto e la perseveranza nel portarlo a compimento; a tutti un ricordo della presenza.

dieffe

 

 

 

 

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